Quello che la donna è per l’uomo
Se Dio stesso creò la donna come un aiuto per l’uomo, è assolutamente falsa e ripugnante l’affermazione di quelli che la riguardano come… uno sbaglio della creazione. È un’orribile bestemmia dire questo, com’è un peccato gravissimo l’eccesso opposto, quello cioè di riguardare la donna con un senso d’idolatria. Nel mondo è comunissima quest’idolatria per la donna: si riguardano le sue forme con un senso d’ammirazione, di servilismo e finanche di stupida soggezione; gli uomini s’imbecilliscono per una donna, dimenticano Dio, si concentrano in lei con un’ammirazione che appare ideale, ed è invece tutto frutto dei sensi. Anzi spesso, vicino ad una donna che lo affascina, l’uomo sente fastidio del ricordo di Dio, e prova avversione per tutto quello che è spirituale. Satana fa sempre l’opposto di quello che fa Dio: Il Signore dà all’uomo la donna come aiuto, e satana tenta di mutarla in rovina.
La donna, considerata come l’ha fatta Dio e considerata in Lui, è necessaria all’umanità. Il Signore, infatti, non compie nessuna delle sue grandi opere di rigenerazione senza associarvi la donna. Dove manca la donna manca il sacrificio eroico, manca la nota dell’accortezza, della tenacia, della costanza; la donna è un grande aiuto per l’uomo quando è piena di Dio.
L’uomo, fatto ad immagine di Dio, Uno e Trino, non poteva essere solo. L’uomo nella donna conobbe se stesso e conoscendo la donna l’amò e fu amato; dal loro amore venne la figliolanza, o vennero le grandi opere dello Spirito, quando l’amore non rifluì nei sensi ma ascese a Dio.
La donna fu per l’uomo come la sua immagine ingentilita: i tratti del suo volto sono più soavi e più luminosi, le forme del suo corpo sono più delicate, in lei rifulge l’intelligenza come intuito pratico, come acume profondo, come giudizio preciso, in lei rifulge il cuore con il suo delicato amore che è sempre materno quando non è deviato dal male.
Dio, creando, non poteva non glorificare il suo Verbo e far risplendere il suo Amore; Egli creò la donna anche per rappresentare, come si è detto, la Sposa del Verbo Incarnato, la Chiesa Cattolica , e la donna è rivestita di questo ammanto nobilissimo che la rende regina della casa, e che deve impegnarla ad essere santa come è santa la Chiesa.
La donna, dunque, è la viva immagine della Chiesa, come l’uomo è immagine di Gesù; è questa la nota più bella che la nobilita, è il mistero che essa esprime in se stessa in vari modi, quando è sposa, quando è madre, quando è vergine, nella fecondità, nella maternità e nella verginità, che sono le note luminose della Chiesa nella sua vita intima. Si capisce bene che se la donna devia dalla sua missione rappresenta solo un pericolo. Un accumulatore elettrico ad alto potenziale è utilissimo, ma se ti ci vuoi divertire disordinatamente, prenderai delle scosse mortali; non è l’accumulatore che è dannoso in se stesso, ma sei tu che non lo sai utilizzare.
La donna è aiuto dell’uomo principalmente nella vita spirituale; Dio le dà una maggiore pietà ed ella supplisce l’uomo nell’adorare e nell’amare il Signore. Quanti castighi sono risparmiati al mondo e alle famiglie per la fedele e semplice pietà delle donne! L’uomo è spesso attratto e sopraffatto dalle occupazioni materiali e si dimentica della vita spirituale; la donna ne ripara con la sua devozione la dimenticanza, la trascuratezza e l’ingratitudine.
Il mondo ha profanato la donna! Attraverso i secoli ne ha fatto scempio! È una scelleratezza senza nome portare una donna sulle scene ed esporla alla turpe cupidigia dell’uomo. La scusa dell’arte non è che un pretesto, poiché disgraziatamente l’arte teatrale è una profanazione della creatura di Dio. Nessuno oserebbe adoperare una tela di Raffaello per coprire un letamaio, con la scusa che per dilettare i passanti occorra lì una tela artistica; nessuno, per l’esigenza dell’arte, ucciderebbe una creatura sulle scene; ora, come si può tollerare che se ne uccidano tante nell’anima e spesso eternamente?
È una profanazione l’esibizione immodesta del corpo della donna, mentre essa è fatta per rifulgere nell’anima. È vano dire che la bellezza è fatta per essere ammirata, poiché la donna, quando si esibisce, non è ammirata ma profanata. L’uomo che è naturalmente inclinato verso la donna, perché fu tratta da lui, e perché egli nasce dalla donna, e cresce nelle sue braccia, l’uomo è sconvolto dalla passione quando non vede la donna che come un’ostentazione di materia e come un termine d’indegno trastullo. (Don Dolindo Ruotolo)


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