martedì 21 agosto 2007

La vita è un cammino di dolorosa passione, ma è breve; dopo un po' di combattimento si raggiunge la meta, e la meta è l'eterna felicità. Consideriamo con gioia questa brevità: di qui a poco meneremo all'aria, per così dire, come vecchi indumenti sdruciti, quello che ci tormenta; gli occhi, il cuore, il fegato, lo stomaco, le membra che ci danno pena non ci serviranno più; ce ne libereremo come si libera il bruco e la crisalide della sua forma per mettere le ali; voleremo per la croce alla luce!L'immagine “http://www.diariodiunangelo.it/libriemail/bookbeige.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

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La Sacra Scrittura: Una monumentale opera di dottrina esegetica di ben 30 volumi volgarizzata per l'edificazione spirituale di sacerdoti e fedeli. Il frutto che si ricava da tale lettura è una maturazione profonda nella fede, una percezione della verità della Parola negli eventi del nostro tempo, una aspirazione santa alle promesse contenute nella Rivelazione.
La Genesi...(clicca)
Vangelo secondo Matteo..(clicca)
Vangelo secondo Marco(clicca)
Vangelo secondo Luca...(clicca)

Fui chiamato Dolindo, che significa dolore...(clicca)- Pagine d'autobiografia - Il libro è più avvincente di un romanzo e P. Dolindo, ricordando le vicende drammatiche della sua vita sacerdotale, ne rivela particolari sconosciuti e stupendi di un interesse eccezionale. In ogni particolare, egli previde e predisse le riforme sante che il Concilio Ecumenico Vaticano II avrebbe sancito solo dopo cinquant'anni... Mille e mille episodi ravvivano le pagine di questo libro che si legge tutto d'un fiato ed ha ricevuto consensi convinti di altissime personalità della Chiesa, di uomini di cultura, come anche di anime semplici, che ne hanno compreso il profondo valore e se ne son sentite ristorate e corroborate nella fede, nella speranza, nell'amore. VOL I e VOL II

I fioretti di don Dolindo...(clicca)- Pensieri, aneddoti, parabole...

Chi era Padre Dolindo?..(clicca) - Una lettera della nipote di don Dolido, Grazia Ruotolo, sulla figura di Padre Dolindo.

Nei raggi della grandezza e della vita sacerdotale - volume di rara finezza per profondità delle meditazioni ivi contenute e per le ispirazioni che ogni sacerdote può trovarvi mentre si accinge all'altare. Memoria dell'alto ufficio che egli si accinge a compiere e invocazione fervente allo Spirito per ricevere la Grazia necessaria alla dignità del divino sacrifici

Madre Teresa Le risposte più vere

di Madre Teresa di Calcutta

Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L’amore.




sabato 18 agosto 2007

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Necessità della Dottrina Cristiana --Chi non conosce le verità della Fede è un essere inutile e dannoso...(di...d.ruotolo)

Chi vi ha creato? - Mi ha creato IddioI. clicca qui
Il segno della Santa CroceII c licca qui
Chi vi ha creato? - Mi ha creato IddioIII....clicca
Il fine dell'uomoVII. clicca
La Morte - Il giudizio particolare [...]VIII....clicca
Il Paradiso - L'inferno - Il purgatorioIX. ....clicca
La Fede - La Chiesa Cattolica [...]X............clicca
Il peccato - Natura del peccato [...]XV......clicca
I Santi Sacramenti in generale [...]XVI.....clicca







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venerdì 17 agosto 2007

.La Chiesa di Cristo s’innalza sulla salda fede di Pietro


Tra tutti gli nomini, solo Pietro viene scelto per essere il primo a chiamare tutte le genti alla salvezza e per essere il capo di tutti gli apostoli e di tutti i Padri della Chiesa. Nel popolo di Dio sono molti i sacerdoti e i pastori, ma la vera guida di tutti è Pietro, sotto la scorta suprema di Cristo. Carissimi, Dio si è degnato di rendere quest’uomo partecipe del suo potere in misura grande mirabile. E se ha voluto che anche gli altri principi della Chiesa avessero qualche cosa in comune con lui, è sempre per mezzo di lui che trasmette quanto agli altri non ha negato.
A tutti gli apostoli il Signore domanda che cosa gli uomini pensino di lui e tutti danno la stessa risposta, fino a che essa continua a essere l’espressione ambigua della comune ignoranza umana. Ma quando gli apostoli sono interpellati sulla loro opinione personale, allora il primo a professare la fede nel Signore è colui che è primo anche nella dignità apostolica.
Egli dice:
«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» e Gesù gli risponde «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli» (Mt 16,16-17). Ciò significa: tu sei beato perché il Padre mio ti ha ammaestrato, e non ti sei lasciato ingannare da opinioni umane, ma sei stato istruito da un’ispirazione celeste. La mia identità non te l’ha rivelata la carne e il sangue, ma colui del quale io sono il Figlio unigenito. Gesù continua: «E io ti dico»: cioè come il Padre mio ti ha rivelato la mia divinità, così io ti manifesto la tua dignità. «Tu sei Pietro». Ciò significa che se io sono la pietra inviolabile, «la pietra angolare che ha fatto dei due un popolo solo» (Ef 2,20. 14), il fondamento che nessuno può sostituire, anche tu sei pietra, perché la mia forza ti rende saldo. Così la mia prerogativa personale è comunicata anche a te per partecipazione. «E su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16, 18). Cioè, su questa solida base voglio costruire il mio tempio eterno. La mia Chiesa, destinata a innalzarsi fino al cielo, dovrà poggiare sulla solidità di questa fede.
Le porte degli inferi non possono impedire questa professione di fede, che sfugge anche ai legami della morte. Essa infatti è parola di vita, che solleva ai cielo chi la proferisce e sprofonda nell’inferno chi la nega. E per questo che a san Pietro vien detto:
«A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16, 19). Certo, il diritto di esercitare questo potere è stato trasmesso anche agli altri apostoli, questo decreto costitutivo è passato a tutti i principi della Chiesa. Ma non senza ragione è stato consegnato a uno solo ciò che doveva essere comunicato a tutti. Questo potere infatti è affidato personalmente a Pietro, perché la dignità di Pietro supera quella di tutti i capi della Chiesa.


disc.S.L.Magno






domenica 12 agosto 2007

Catechismo della Chiesa Cattolica - Home Page

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Gesù è Vita, Amore, Attività, Pace. Gesù è tutto! Sia Gesù l'anima dell'anima nostra, il cuore del nostro cuore, la mente della nostra mente, la forza delle nostre forze. Gesù è la riparazione, l'espiazione, la supplica vivente, la voce grande che sale dall'universo in Dio, che scende da Dio all'universo. Gesù è il Verbo eterno di Dio, ed è il Verbo di ogni creatura. Gesù, dunque, la Vita, la Verità, e la Via nell'eternità, nel tempo, in Dio, nelle creature; glorifica il Padre e gli da infinita compiacenza, e spira con Lui l'infinito amore. E perchè mai si è fatto uomo, se non per supplire la creatura nelle sue attività e ricondurla in Dio, parte del suo corpo mistico? Gesù è come il magnete che raccoglie i piccoli atomi di ferro, anche i più inutili e nascosti, se li attacca, ne forma una sola catena e li riduce tutti nella sua forza.
Gesù, è quindi, la vita nostra, e noi, anzichè turbarci di essere nulla , dobbiamo correre a Lui come l'affamato corre al cibo per ripigliare la sua forza, come l'assetato corre alla fonte.

giovedì 9 agosto 2007

L'amore del prossimo e il progresso materiale...



Come parte del mondo Gesù ci ha elevati come un principio ammirabilmente semplice: con la carità. Amare Dio per raggiungere il fine eterno, amare il prossimo per raggiungere il fine terreno della vita. Per questo disse che in questi due principi vi era tutta la legge e i Profeti. Egli voleva dire che in questi principi vi è il segreto di tutta l'attività. L'amore del prossimo in noi diventa amore di Dio, perchè non possiamo amarlo che in Lui, dovendo essere elevate soprannaturalmente le nostre attività individuali. L'amore del prossimo, non potendo consistere solo in parole, fuori di noi diventa concorso all'ordine generale del mondo; diventa attività che concorre al benessere comune con la scienza, le arti, le attività nobili dell'intelletto, col soccorso ai sofferenti, con le opere di carità.
Un medico che studia per il nobile fine di alleviare le sofferenze del prossimo, non cerca una gloria vana ma studia accuratamente per concorrere al benessere ed all'ordine comune. Egli non può operare così senza prescindere dal proprio egoismo, senza riguardare la provvidenza di Dio, senza elevarsi a Lui. Allora l'amore del prossimo diventa mezzo per glorificare Dio.
Operare per un altro fine, per guadagnare o per cercare la propria gloria, significa non operare; significa praticamente concorrere alla rovina del mondo.
Chi cerca la propria gloria e il proprio guadagno si adatta al male, alla corrente comune dell'imperfezione, al gusto depravato, ed è così che il mondo è caduto e cade in tanta rovina.
Per operare veramente ci vuole sacrificio, bisogna vincere la resistenza della debolezza e della inettezza umana, e questo non è possibile che quando si ha uno scopo superiore.
Ora, l'amore del prossimo per amore di Dio è lo scopo più alto che l'uomo possa avere operando nel mondo e-quindi- è il vero segreto di ogni vero progresso umano: del progresso scientifico, materiale e sociale.
Noi lo vedamo col fatto: dove ci ha portato questo progresso materiale senza amore? Nato dall'egoismo ha prodotto in realtà il regresso, poichè l'uomo è diventato schiavo dell'egoismo altrui e non ha in realtà maggiori comodi alla vita ma solo maggiori affanni. Chi ricerca se stesso non può volere il bene altrui, ma lo sfruttamento altrui; lo sfruttamento produce la reazione, il disorde, lo sconcerto ed il disquilibrio sociale, col quale ogni progresso materiale non vale nulla! Chi non vive di una vita superiore opera solo materialmente, non sa spiegarsi nulla dell'ordinamento del mondo; è come un cieco che brancola nelle tenebre. Non basta-quindi-avere un fine nobile di aiutare il prossimo e di concorrere al benessere comune per operare bene: è necessario un principio superiore, che non può essere che la Gloria di Dio. E questo è il segreto vero di un'intensa attività: operare per amore di Dio, per glorificarlo in ogni cosa, per concorrere a mantenere l'armonia del mondo, per considerare le opere delle sue mani, per compiere la propria missione sulla terra.

mercoledì 8 agosto 2007

MADONNA ASSUNTA

domenica 5 agosto 2007

Verità dimenticate...






VERITA' DIMENTICATE: il giudizio di Dio sui corruttori della Sacra Scrittura


Il ritorno del Sacro che oggi si esprime con un rinnovato bisogno popolare di sentir parlare di Dio e delle realtà celesti, sembra essere stato colto anche da coloro che vogliono attaccare la Chiesa e la Cristianità. Un esempio è la sistematica trasposizione televisiva o cinematografica degli eventi della Sacra Scrittura svolta però in chiava eretica oppure facendo riferimento a scritti apocrifi. Negando non solo le verità di Fede ma addirittura tentando di imporre agli eventi descritti nelle Sacre Scritture una mentalità in stile moderno.

A questo proposito abbiamo pensato di riportare di seguito uno stralcio dei commenti scritti da Don Dolindo Ruotolo relativo al giudizio di Dio su coloro che tentano di corrompere le Sacre Scritture:

S. Giovanni maledice i corruttori della divina parola.
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È necessario ritornare in pieno alle tradizioni ed allo spirito della Chiesa, è indispensabile persuadersi della fallacia di tante opinioni e supposizioni personali, che portano l’arbitrio e la confusione nei Sacri Libri. La Scrittura è luce, cibo e medicina, non può diventare un incerto e tenebroso cimelio dei secoli passati, o un oggetto di oziose indagini filologiche e critiche che gettano la diffidenza sul Sacro Libro e lo isteriliscono. L’ora del Regno di Dio sulla terra scoccherà quando il Sole fulgente della Divina Parola, per la Chiesa e nella Chiesa, si leverà sulla nostra povera valle e illuminerà tutte le anime.

I grandi Santi si sono formati alla luce della Divina Parola, i novelli Santi si formeranno attingendo alla medesima fonte, e il regno di Dio rifulgerà in pieno quando chi ha sete viene, e prende gratuitamente le acque della vita. Le acque della vita, come vedremo subito, sono nella fonte eucaristica, ma i Padri hanno considerato la Scrittura alla pari con l’Eucaristia, fino a far dire a S. Agostino che il manomettere la Parola di Dio era come il far cadere a terra e il profanare l’Ostia consacrata. Chi può esaminare le meraviglie di un succo vitale al microscopio, sottraendolo alla luce del sole? La lente invano ingrandisce le sue parti se la luce non le illumina in pieno. Siamo scrutatori della Parola di Dio nella luce della Chiesa, ed essa apparirà allo spirito in tutta la sua magnificenza.>>

Da La Sacra Scrittura - L'Apocalisse di Don Dolindo Ruotolo, pagg. 556-559 (pubblicato nel 1974 con Imprimatur di Mons. Vittorio. M. Costantini, Vescovo di Sessa Aurunca)



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