martedì 17 aprile 2012

Vieni, Signore Gesù!


Ascoltiamo don Dolindo
Vieni, Signore Gesù!
Vieni, Signore Gesù, vieni nelle anime nostre, vieni nei nostri cuori e ridonaci la vita. Siamo morti alla vera vita, siamo come Lazzari quatriduani, immersi nella putredine delle nostre colpe, sepolti dalle nostre iniquità vieni e vedi (Gv 11,34) dove ci hanno ridotti le nostre ingratitudini, vieni e risuscitaci a nuova vita.
Vieni, Signore Gesù! Colui che tu amasti fino a dare la tua vita per lui non è soltanto ammalato, è morto alla vita vera. Vieni, glorificati in questa stessa morte, ridona la vita soprannaturale all’uomo, ricongiungilo a te, resurrezione e vita, risollevarlo con la tua grazia, scuotilo dal sonno di morte con la tua voce potente, con il tuo imperioso comando, e gridagli con tutta la forza del tuo lacrimante amore: Vieni fuori!
Vieni, Signore Gesù! Se tu fossi stato qui non saremmo morti miseramente alla verità, alla grazia ed all’amore. Vieni, o resurrezione e vita nostra, ridonaci la fede, fuga le tenebre degli errori, riconduci le anime nostre nella luce della tua Chiesa, poiché chi crede in te, benché sia morto, vive, e chi vive e crede in te non muore in eterno!
Vieni, Signore Gesù! Vieni all’umanità che piange come piangevano Marta e Maria, vieni e comanda che ci si tolga la pietra del materialismo che ci ha sepolti nella materia, la pietra dello scientificismo che ci ha chiusi nelle tenebre, la pietra dell’immoralità che ci ha serrati nella putredine. Vieni e vedi in quale stato siamo ridotti, quanto fetore emana da questa valle di pianto che è tutta un sepolcro, quanta desolazione c’è in quesito movimento di effimera civiltà che è solo agitazione funebre intorno a chi più non vive di te, più non vive per te.
Vieni, Signore Gesù! Comanda che sia tolto il macigno che ha chiuso le anime nostre ad ogni soffio di grazia, comandaci di alzarci, comanda alla tua Chiesa di scioglierci dai legami del peccato che hanno miseramente stretto la nostra libertà, di scioglierci dai ceppi che hanno impedito alle anime nostre di operare per la divina gloria, lasciaci andare per la tua misericordia nelle tue vie di pace, affinché per te ripossediamo la gioia della vera vita, per te possiamo un giorno risorgere a vita immortale ed eterna.
Vieni, Signore Gesù! Risuscita nelle anime pie il fervore della vita santa, l’amore alla croce, l’apprezzamento dell’umiltà e del dolore; scioglile dalle bende dell’orgoglio che le acceca, dai legami della natura che le avvilisce, e traile fuori dal sepolcro della tiepidezza dove marciscono.
Vieni, ridonaci i santi, i santi, i santi, poiché questa povera umanità martoriata non ha bisogno di politici, di guerrieri, di scienziati e di commercianti per prosperare, ha bisogno di santi che la illuminino e la facciano ritornare a te nella luce della fede e nell’armonia della carità.
Vieni, Signore Gesù! Rivelati al mondo che t’ignora, regna tu solo su tutte le genti, o Re dei re, poiché tu ci hai amati, ci hai lavati nel tuo Sangue, e ci hai fatti sacerdozio regale a Dio, tuo Padre. Rivelati nella misericordia, prima di rivelarti sulle nubi del cielo, Giudice eterno, per confondere quelli che ti trafissero.
Ridonaci alla primiera carità, rendici fedeli al tuo amore e vincitori del mondo, del demonio e della carne, per essere partecipi della tua vittoria e del tuo trionfo in eterno.
Vieni, Signore Gesù! Effondi sull’umanità ottenebrata e traviata le sette luci dello Spirito Santo, perché intenda le cose eterne e cammini nella verità, ami Dio sommo Bene e cammini nella giustizia, vinca, attraverso le prove della vita, e raggiunga l’eterno premio. Rinnovaci tutti, affinché; rifiorisca la primitiva carità e il primo fervore cristiano, rinnova in noi la fortezza che ci faccia disprezzare i tormenti che il mondo ci dà, e ci faccia abbracciare la croce fino al martirio, per renderti testimonianza nella vita presente e raccogliere il premio nella vita futura.
Vieni, Signore Gesù! Picchia di nuovo ai cuori ingrati dei tuoi figli perché ti aprano, picchia alle porte delle nazioni perché ti accolgano come unico trionfatore tra gli orrori che le hanno dilaniate e le dilaniano ancora, mostra nella tua Chiesa il trono della gloria di Dio, e fa’ che tutte le attività umane e il progresso dei secoli si prostrino in profonda umiltà innanzi a Dio e giorno e notte esaltino il suo santissimo Nome, poiché Egli solo è degno di onore, di gloria e di amore.
Vieni, Signore Gesù! Esalta nel tuo regno trionfante Maria, Regina del Cielo, vestita di sole, coronata di stelle, dominatrice di satana, affinché nel suo trionfo la Chiesa sia tutta fulgente della tua luce, o eterno Sole di giustizia e di pace, e il dragone infernale, calpestato nuovamente dal suo piede verginale, s’inabissi nel baratro eterno e non seduca più le nazioni.
Vieni, Signore Gesù! Vinci nel trionfo di Maria e in quello della Chiesa l’impero del male e le insidie della falsa scienza e degli errori, la bestia che sale dal mare e quella che viene dalla terra, annienta la Babilonia che siede ora come regina, e crede di vincere l’opera del tuo amore con le prepotenze della sua iniquità.
Annienta l’impero del male. Donaci la pace che ci promettesti nascendo nel mondo, la pace che, risorgendo, vincitore della morte, annunciasti ai tuoi apostoli e alla tua Chiesa. Risuoni sulla terra e nei cieli l’alleluia della tua vittoria, si rinnovino nel tuo eucaristico amore tutte le cose, si asciughino dagli occhi dell’addolorata umanità tutte le lacrime, e non vi sia più maledizione tra gli uomini. Vieni, Signore Gesù!
Vieni, Signore Gesù, vieni a me che sono un morto quatriduano, per le miserie e le ingratitudini della mia vita, vieni per vivificarmi con la tua vita nel dilagante tuo amore eucaristico.
Invoco il tuo regno nel mondo e lo invoco nell’anima mia, poiché lo hai detto tu stesso che il regno di Dio è dentro di noi. Regna sul mondo, regna nelle nazioni e regna in me, o misericordioso Re d’Amore, affinché ti lodino e ti esaltino tutte le genti. Così sia.


Vieni, Signore Gesù!
Vieni, Signore Gesù, vieni, ora che il mondo si avvia verso la catastrofe, proprio perché si è allontanato da te; vieni, ora che le colpe delle nazioni superano ogni misura, aprici le braccia della misericordia e sanaci.
Ricerca Tu, come pecorelle sperdute, gli erranti, lontani dalla Chiesa, ricerca come una moneta smarrita le anime belle che non ti conoscono ancora, accogli i poveri traviati come figli che tornano dalle loro aberrazioni nelle tue braccia paterne.
Siamo fattori infedeli, abbiamo sperperato le tue grazie e rese vane le tue misericordie; ma Tu donaci lo spirito di carità, per poter riparare le nostre malversazioni; ti dimentichiamo nell’opulenza dei beni terreni, e Tu richiamaci alla realtà della vita, col pensiero dell’eternità.
Ordina le nostre attività con le massime della tua sapienza, liberaci dalle stoltezze dei falsi profeti che infestano la terra come peronospore della vita dello spirito, liberaci dalle sopraffazioni orpellate da legge, spezza i vincoli della nostra schiavitù, ridonaci il senso vero della nostra dignità e la pace.
Entra trionfalmente nel mondo, scaccia i profanatori dal tempio, ridonaci sacerdoti santi che non siano impuri mestieranti del tuo sangue; purifica la tua casa dalle immondezze mondane che vi penetrano a man salva e pongono, accanto al tuo trono, il piedistallo dell’idolo della vanità e della carne. Preparaci al giorno supremo della tua nuova venuta, affinché non ci fermiamo alle cose del mondo che rovineranno nel fuoco, ma a quelle eterne.
Chiamaci al Banchetto dell’amore, vivificaci, rinnovaci, rendici unico ovile sotto il Pastore supremo, e sii Tu solo la risurrezione di questo mondo apostata che, lontano da te, precipita nell’abisso.
Manda il tuo angelo a rovesciare la pietra sepolcrale che hanno sigillato sul tuo Corpo mistico perché imputridisca e si dissolva!
Affiancati a noi poveri pellegrini,
accompagnaci,
spiegaci le Scritture con la luce che diffondi nella Chiesa,
fatti conoscere,
fatti servire,
fatti amare,
e rendi la nostra vita una perenne benedizione al Nome Santissimo di Dio Uno e Trino. Amen.

Venga il tuo Regno

Ascoltiamo Don Dolindo 
Venga il tuo regno eucaristico
Come diverso sarebbe il mondo da quello che è se regnasse in tutte le anime la grazia che riconcilia con Dio e il dono che ci rende una cosa sola con Gesù Cristo!
Qual aspetto giocondo avrà la terra, come fermamente speriamo che l’avrà, quando in ogni suo angolo regnerà dal trono eucaristico Gesù Cristo, fonte di pace e di amore!
Quale fisionomia profondamente diversa avranno le nazioni, pacificate non con gli effimeri trattati di pace, ma unite e pacificate come un solo corpo dalla Comunione eucaristica!
Quale carità vera divamperà fra tutti gli uomini, ora accecati dall’egoismo, dall’orgoglio e dalla violenza, allorquando si sentiranno affratellati alla stessa mensa, senza distinzione di nazionalità o di razza, pellegrini mortali che camminano sulla medesima via di esilio, bevono come colombe alla medesima fonte, per spiccare gli uni dopo gli altri, come aquile tratte dal desiderio delle alture, il volo verso i monti dell’eterna pace!
Venga il tuo regno eucaristico, o Gesù, venga e ci renda stupefatti d’amore, poiché l’amor tuo, nel donarsi, non ha confini, e nel vivificarci non ha limiti! Venga il tuo regno eucaristico, perché allora soltanto splenderà nel mondo la luce della gloria di Dio e quella della pace fra gli uomini, la felicità di amare soprannaturalmente e il fulgore delle eterne e immortali speranze!

Umiltà, umiltà, umiltà


Ascoltiamo don Dolindo
Umiltà, umiltà, umiltà…
O creatura chiamata alla santità, se vuoi raggiungerla umiliati profondamente innanzi a Dio. L’anima che non si umilia, che è piena di sé, che si concentra in sé, esaltandosi nella sua estimazione di fronte agli altri, non attira la grazia di Dio, si stacca da Lui come se ne staccò Lucifero, compiaciuto di sé. Per l’umiltà, l’anima partecipa alla santità di Dio: Egli genera il Verbo conoscendosi ed il Verbo è sua Lode, infinito come Lui nella natura divina e l’anima, conoscendosi nella sua limitazione, non genera un verbo di lode, ma di umiltà, perché dalla limitazione e dalla miseria non può sorgere l’esaltazione, ma l’umile abbandono alla grazia ed alla misericordia di Dio.
Oh, se le anime capissero questo segreto di vera santità che è l’umiltà! Oh, se intendessero che la grandezza vera della santità è l’umiltà! Il firmamento del cielo è immenso, e chi può raggiungerlo, chi può dirsi simile ad esso? I monti, i mari, i continenti non possono darne un’idea, non possono elevarsi in somiglianza con lui. Solo il piccolissimo atomo, la più umile delle creature, invisibile, porta nella sua struttura la somiglianza con il firmamento.
O anime che aspirate alla santità, perché Dio è santo, umiliatevi innanzi a Dio, e cogliete tutte le occasioni della vita terrena per umiliarvi innanzi a Dio ed innanzi alle stesse creature che ve ne danno occasione, per glorificare Dio nella vostra santificazione profonda.
Il Verbo di Dio si umiliò facendosi Uomo, sino alla morte di croce, e se la divina sua maestà volle umiliarsi per noi, facendosi obbediente sino alla morte, noi potremo trovare difficoltà ad umiliarci? Togliamo dalla nostra vita tutto quello che è superbia: un giudizio duro sugli altri è superbia; una parola frizzante è saetta di superbia; un dispetto è superbia che reagisce; una contesa è superbia che vuole imporsi; ogni mancanza di umiltà è come barriera che si oppone al fluire della grazia di Dio che ci santifica.

venerdì 30 marzo 2012

Caro Dolindo, non mi stanco mai di ascoltarti


Ascoltiamo Don Dolindo

Quelli che invece di credere in Dio con semplicità, presumono di diventarne i giudici e vogliono metterlo alla prova esigendo da Lui una manifestazione sensibile, conforme ai loro criteri, in realtà non lo trovano, e con le loro audaci presunzioni lo inducono a nascondersi, perché i pensieri orgogliosi e perversi allontanano da Dio, e la sua potenza confonde gli insensati con manifestazioni di provvidenze misteriose, che l’uomo non è capace di comprendere e nelle quali si smarrisce miseramente.

(Padre Dolindo Ruotolo O’ Vecchiariello d'a Madonna...)